Gli stanziamenti massicci per la ricerca e lo sviluppo del nucleare di IV generazione annunciati dal presidente della repubblica francese, Nicolas Sarkozy, dimostrano come in tutto il mondo si lavori alacremente per superare l’attuale stato di impasse nella tecnologia nucleare, dovuto all’incidente di Fukushima e alla necessità i innalzare i livelli di sicurezza di reattori e impianti.
Sono considerazioni del deputat del Pdl Marco Marsilio, il quale ha anche aggiunto che “Non è un caso che la Francia si dedichi a sviluppare l’ulteriore step della tecnologia da fissione”.
La mamaggioranza degli impianti attualmente esistenti sono di II generazione. Prima di Fukushima, la proposta del mercato era di una III generazione, ma “la IV generazione promette di incrementare la sicurezza e ridurre le scorie, oltre che di uscire dalla filiera militare nell’uso del plutonio”, ha detto ancora Marsilio.
“Tuttavia – prosegue il deputato Pdl – si tratta sempre di una tecnologia radioattiva, che incrementa la sicurezza ma non può mai escludere gli incidenti e le loro terribili conseguenze”.
Rimane sempre senza rispsota, infatti, la domanda sullo stoccaggio e lo smaltimento delle scorie radioattive.
La Francia, peraltro, non può esimersi dall’insistere sul nucleare, visti i notevoli investimenti fatti nel corso dei decenni sul nucleare da fissione, dal quale non può fuoriuscire traumaticamente.
“L’Italia, al contrario, non dovendo ammortizzare costi, può mettersi da subito all’avanguardia della ricerca sul nucleare da fusione, che lavora sul principio opposto di fondere e non di dividere i nuclei atomici, senza rilascio di radioattività e di relative scorie. Una tecnologia che potrà garantire l’autosufficienza energetica e la soluzione dei problemi di fornitura elettrica, sulla quale il mondo sviluppato è già da anni impegnato nella ricerca. Lo stop al nucleare radioattivo, costoso e pericoloso deve essere l’occasione, come abbiamo detto durante la campagna referendaria che ci ha visti impegnati per il Sì, per la nostra nazione di porsi alla testa del mondo industrializzato. Nel nuovo piano energetico nazionale chiedo che il governo inserisca seriamente il tema della ricerca sul nucleare ‘pulito’, per dare un futuro sostenibile alle famiglie e alle imprese”.








